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giovedì 1 marzo 2018

"Les enfants qui s'aiment" di Jacques Prévert






"Les enfants qui s'aiment", tra le poesie più belle scritte da Jacques Prévert, descrive il rapimento , la magia dell'amore che porta gli innamorati in una dimensione non più terrena, che li isola dal resto del mondo, rapiti dalle emozioni che stanno vivendo, consapevoli soltanto di essere in due, al riparo da ogni malignità e da ogni allusione.
Non ci sono per nessuno, persi nella unicità del loro primo amore.

Solo Chagall, il pittore dell'amore più magico, "più lontano della notte e più in alto del giorno", può  descrivere la sensazione meravigliosa di vivere "dans l'éblouissante clarté" di un sentimento che sta sbocciando.   



Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt

Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie

Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour




Traduzione

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti li indicano col dito

Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
E' soltanto la loro ombra
Che trema nella notte
Che scatena la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le loro risate e la loro invidia  

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Sono altrove molto più lontani della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante chiarore del loro primo amore




venerdì 16 febbraio 2018

Sulle orme di Caravaggio a Roma : La Conversione di San Paolo (collezione Odescalchi Balbi)





Oltre alla Conversione di San Paolo conservata nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma esiste un'altra versione facente parte della collezione Odescalchi e realizzata da Caravaggio in un periodo di poco precedente al 1601 ( anno della realizzazione della seconda versione).

Infatti questa della collezione Odescalchi è la prima versione  della Conversione  destinata alla cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo .
L'opera, di fattura manierista, fu giudicata troppo irriverente dai committenti perciò Caravaggio realizzò la seconda versione dove il vero protagonista della vicenda è in realtà il cavallo piuttosto che Saulo.

La vicenda della conversione di Saulo è raccontata dagli Atti degli Apostoli e anche dallo stesso Santo nelle sue lettere.
Saulo ebreo educato secondo la tradizione è un accanito persecutore delle nuove comunità cristiane e mentre si reca a Damasco per incarcerare quanti più possibili seguaci di Cristo gli appare in visione Gesù stesso che gli chiede:"Saulo, Saulo perchè mi perseguiti?

La luce abbagliante che accompagna la visione lo rende cieco e solo dopo tre giorni, per intervento di Anania della comunità cristiana di Damasco cui è apparso in visione Gesù, riacquista la vista e comincia il suo apostolato.

Il dipinto della collezione Odescalchi rappresenta una scena convulsa e vorticosa che coglie il momento esatto in cui Cristo appare a Saulo che cade a terra coprendosi gli occhi accecato dalla luce della visione.

Gesù, nell'angolo a destra in alto tende le braccia verso Paolo mentre un angelo lo sorregge.
Il cavallo imbizarrito da quanto sta  accadendo viene tenuto a freno da un soldato che cerca di coprirsi con lo scudo mentre un altro personaggio si nasconde dietro di lui per ripararsi dalla luce.
Paolo giace a terra e cerca invano di coprirsi gli occhi con le mani.

Da questo momento la sua vita cambierà e da accanito persecutore della fede cristiana diventerà l'Apostolo delle genti che diffonderà la nuova dottrina anche tra i Gentili, fino a morire per Cristo a Roma, per decapitazione.



 Particolare dell'Angelo che sorregge Gesù con le mani tese verso Saulo


Particolare di Saulo a terra che cerca di ripararsi invano dalla luce di Cristo


 Particolare del palafreniere e del cavallo

La Conversione Odescalchi  presenta molti personaggi, Saulo, Gesù, l'angelo, due soldati, il cavallo.
Nella seconda versione invece il pittore ha lasciato solo Saulo, un soldato e un cavallo che incombe con tutta la sua mole sulla  scena.

Qui, a differenza della prima versione, Caravaggio rappresenta il momento dopo l'incontro tra Cristo e Saulo, infatti la scena è più serena, il cavallo è più tranquillo, il soldato quasi si china verso il Santo per dargli aiuto e Paolo non ha più le mani sul volto ma le tende verso l'alto quasi a voler trattenere la visione. 


Palazzo Odescalchi Balbi in piazza dei Santi Apostoli rione Trevi, Roma



mercoledì 14 febbraio 2018

Buon San Valentino con una carrellata di celebri baci

"IN UN BACIO SAPRAI

TUTTO QUELLO CHE E' STATO TACIUTO"

Pablo Neruda



Il bacio di Hayez

"Che cos'è un bacio?" si chiedeva Cyrano de Bergerac nella famosa opera di Rostand "Un apostrofo rosa tra le parole ti amo".

Il grande poeta latino Catullo dedica invece alla sua Lesbia, anche questo un amore sfortunato, questa bella e indimenticabile poesia :

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto


Per celebrare la festa degli innamorati ecco una carrellata di solo alcuni dei famosi baci nella storia dell'Arte, della letteratura, del cinema


Innamorati in blu di Chagall, il pittore dell'amore


Gli amanti di Magritte, velati, senza volto


Il bacio di Klimt, tra oro e sensualità


Il bacio di Munch,due amanti senza volto fusi in un abbraccio disperato


Il bacio dell'Opéra di Robert Doisneau, due innamorati incuranti di tutto sugli scalini dell'ingresso alla metropolitana


Canova, il bacio tra Amore e Psiche, i due amanti colti un attimo prima che  le loro labbra s'incontrino


Baci presi al volo! un ultimo abbraccio prima della partenza verso un destino ignoto


Il bacio di Time square di Eisenstaedt, la gioia di essere finalmente a casa dopo la guerra


 Il bacio nel film "Colazione da Tiffany", indimenticabile!


Bacio tra Biancaneve e il suo Principe, un bacio da favola! 


Il bacio di Via col vento, tra Rett e Rossella, l'eterna battaglia dell'amore


E come non ricordare il piccolo Totò di" Nuovo cinema paradiso" che deliziato guarda i fotogragrammi dei baci censurati dal parroco!

Tutti continuiamo ad emozionarci rivedendo le sequenze finali del film quando Salvatore ormai adulto, e affermato regista, riguarda dopo tanti anni quei fotogrammi.

Tutta una vita scorre davanti ai suoi occhi, ricordi, emozioni, delusioni, nostalgia per un amore sfortunato, per quello che avrebbe potuto essere la sua vita e non è stato.

Quanta magia in un bacio!

BUON

  SAN  VALENTINO!!!!!

mercoledì 24 gennaio 2018

Sulle orme del Caravaggio a Roma : la Madonna dei Pellegrini o di Loreto nella Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio

La Madonna dei Pellegrini o di Loreto del Caravaggio si trova nella cappella Cavalletti della chiesa di Sant'Agostino in Campo Marzio.

La tela è databile al 1604-06 e quando il quadro fu esposto nella chiesa suscitò molte polemiche perchè secondo la iconografia tradizionale la Vergine avrebbe dovuto essere rappresentata in cielo e in trono con gli angeli che sorregono la Santa Casa. 

Caravaggio invece ha dipinto la Madonna come una donna comune che si affaccia sulla porta di casa reggendo tra le braccia un Gesù Bambino già grandicello e ascolta, con il capo reclinato e lo sguardo attento, le preghiere di due pellegrini stanchi e con i piedi sporchi per il lungo cammino.

La Vergine Maria è appoggiata con atteggiamento rilassato allo stipite della porta e incrocia una gamba sull'altra mostrando i piedi scalzi.

E' una donna del popolo che si identifica nei due pellegrini  e la casa è qualcosa di reale e stabile, così il pittore abolisce l'immaginario tradizionale della devozione popolare e  questo è ritenuto uno scandalo dai benpensanti e dai prelati.

Il popolo invece si riconobbe in questo nuovo modo di rappresentare una devozione popolare.

La cosa che fece più scalpore fu l'uso della modella facilmente riconoscibile da tutti perchè si trattava della famosa Lena, Maddalena Antognietti, nota in tutta Roma perchè era una cortigiana di alto bordo che si divideva tra cardinali e ricchi mercanti. Lena era la modella preferita di Caravaggio e aveva un rapporto molto stretto col pittore. Per di più nella tela mostra le sue forme prosperose e il Concilio di Trento aveva bandito ogni raffigurazione  lasciva dalle "sacre figure".















venerdì 29 dicembre 2017

DIMA DMITRIEV, il pittore dei paradisi visivi

Dima Dmitriev, pittore impressionista, è nato a Mosca nel 1974 ed appartiene alla seconda generazione di artisti della sua famiglia.
Si è laureato a Praga presso l'Accademia di Arti, Architettura e Design.

Viene chiamato il pittore dei paradisi visivi per l'uso magistrale del colore applicato con una spatola.
Con il suo stile impressionista crea dei dipinti di straordinaria bellezza che trattano prevalentemente il mondo dell'infanzia immerso in una natura vibrante ricca di colori lussureggianti come il rosso e il giallo.

Una luce straordinaria invade i suoi quadri che ritraggono un mondo idealizzato, immerso in un sogno in cui tutti vorremmo vivere.

Figurine esili, leggere, quasi in balia di un vento gagliardo, si muovono in campi di fiori dai colori sgargianti, passeggiano mano nella mano, raccolgono fiori, danzano, giocano, senza mostrare quasi mai il loro volto, creature di sogno in cui ognuno di noi può identificarsi, strade solitarie lunghe e tortuose che portano verso l'infinito.

E poi ancora altalene che dondolano nell'aria, ombrelli come giocattoli che riparano dal sole o dalla pioggia, cestini colmi di fiori, vezzosi cappellini.

Tutto come in  un coloratissimo sogno ad occhi aperti
                                               
                                                                                       































Le foto sono state prese dal web

martedì 28 febbraio 2017

LA VIEILLE DAME compie gli anni





La  Vieille Dame  oppure  la Dame de fer come la chiamano i francesi, sta per festeggiare i suoi 128 anni di vita il prossimo 25 maggio e li porta splendidamente.
Simbolo di Parigi e di tutta la Francia, ammirata, fotografata, dipinta, sognata da tutti...sono lontani gli anni in cui molti avrebbero voluto demolirla subito dopo l'Esposizione Universale del 1889!

 Esposizione Universale del 1889

Infatti appena fu reso noto il progetto dell'ingegnere Gustave Eiffel un folto gruppo di artisti, tra i quali Guy de Maupassant, Emile Zola e Alexandre Dumas padre, pubblicò sul giornale Les Temps, indirizzandola al funzionario della municipalità di Parigi Adolphe Alphand, una lettera per scongiurare la costruzione di una torre di ferro che avrebbe rovinato il fascino  di una città come Parigi.

« Noi scrittori, pittori, scultori e architetti, a nome del buon gusto e di questa minaccia alla storia francese, veniamo a esprimere la nostra profonda indignazione perché nel cuore della nostra capitale si debba innalzare questa superflua e mostruosa Torre Eiffel, che lo spirito ironico dell'anima popolare, ispirata da un sano buon senso e da un principio di giustizia, ha già battezzato la torre di Babele. la città di Parigi si assocerà veramente alle esaltate affaristiche fantasticherie di una costruzione meccanica - o di un costruttore - disonorandosi e degradandosi per sempre? [...] La Torre Eiffel, che neppure l'America, con la sua anima commerciale, ha l'audacia di immaginare, senz'alcun dubbio è il disonore di Parigi. Tutti lo sentono, tutti lo dicono, tutti ne sono profondamente rattristati, e noi non siamo che la debole eco di un'opinione pubblica profondamente e giustamente costernata. Quando gli stranieri visiteranno la nostra Esposizione protesteranno energicamente: "È dunque questo l'orrore che hanno creato i francesi per darci un'idea del loro gusto tanto magnificato?". [...] E per i prossimi vent'anni vedremo stagliarsi sulla città, ancora vibrante dell'ingegno dei secoli passati, vedremo stagliarsi come una macchia d'inchiostro l'odiosa ombra dell'odiosa colonna di metallo imbullonato »










Diverse fasi della costruzione della Torre

Si racconta che Guy de Maupassant salisse spesso sulla torre per pranzare nel ristorante  e a chi gli domandava come mai un acerrimo oppositore potesse frequentare un posto così odiato rispondeva che quello era l'unico punto di Parigi in cui non vedeva quell'obbrobrio. 
 Lo scrittore Guy de Maupassant
Il pubblico invece accolse subito di buon grado il progetto dell'ingegnere Eiffel e, nonostante le polemiche e la satira che si scatenò contro l'audace progettista, i lavori andarono avanti speditamente e il 25 maggio del 1889, nove giorni dopo l'inaugurazione dell'Esposizione Universale, la Torre fu aperta al pubblico suscitando lo stupore delle migliaia di visitatori accorsi per il grande evento celebrativo del primo centenario della Rivoluzione. 

 La Torre nel 1889 con il Trocadéro sullo sfondo
 Caricatura di Gustave Eiffel
Un prodigio della tecnica di settimila tonnellate di ferro, 300 metri di altezza (oggi 324 grazie all'antenna),milioni di bulloni e di travi di ferro assemblati insieme nell'arco di  due anni, due mesi e cinque giorni,  grazie all'instancabile lavoro di trecento operai.
 Sarebbe rimasta in vita solo per venti anni, poi sarebbe stata demolita. Ma la torre era destinata ad un futuro luminoso! Piano piano l'ostilità nei suoi confronti sparì ; poeti, scrittori, pittori, fotografi cominciarono a celebrarla nelle loro opere e i viaggiatori che arrivavano a Parigi adoravano la sua sagoma che si poteva scorgere da tutti gli angoli della città.

La torre vista da Seurat

 La torre vista da Delaunay
 La torre vista da Van Gogh
L'ingegnere Eiffel infine riuscì a salvare la sua creatura in collaborazione con Guglielmo Marconi installando sulla sua cima una stazione radio che si rivelò indispensabile per le comunicazioni durante la Grande Guerra.
Così più nessuno parlò di demolizione e la Torre è rimasta svettante nei cieli di Parigi a imperitura testimonianza dell'ingegno umano.
 La Torre vista da Chagall
 La torre vista da Dufy

La Torre di ferro  la sera, all'imbrunire,  si riveste di migliaia di luci ballerine e come un'astronave sembra staccarsi da terra per intraprendere un viaggio nel cielo che sovrasta la Ville Lumière, per la gioia di tanti spettatori affascinati come bambini da questo magico spettacolo. Chissà cosa direbbe Guy de Maupassant con i suoi amici intellettuali...probabilmente avrebbero cambiato opinione e aspetterebbero con curiosità il 14 luglio per lo spettacolo sempre nuovo dei fuochi d'artificio sotto la grande torre!


La Torre è l'anima della città di Parigi e della Francia intera, simbolo della grandeur di una nazione orgogliosa della sua storia e del suo patrimonio culturale,  partecipe degli avvenimenti più importanti, sia dolorosi che lieti, non solo della Francia ma anche di altri popoli. Così è accaduto dopo  i dolorosi attacchi terroristici  che hanno colpito al cuore la città, quando la Vieille Dame ha spento le sue luci e si è vestita a lutto, emblema di una nazione che reagisce con forza nei momenti più bui della sua storia.

 Foto di Cartier-Bresson



 Foto di Doisneau


 Foto di Almasy