martedì 22 novembre 2011

"Alla vita" di Nazim Hikmet




La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.


venerdì 18 novembre 2011

I Giardini vaticani


I giardini vaticani occupano i due terzi  della superficie della Città del Vaticano.
Luogo di meditazione e di riposo dei Pontefici romani fin dal 1279 quando Niccolò I riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano.
Il periodo di maggiore sviluppo è stato quello compreso tra il 500 e il 600, quando vi lavorarono artisti e architetti come Donato Bramante, pittori e incisori  che hanno ritratto la bellezza dei luoghi.
La cultura rinascimentale ha influenzato molto la realizzazione dei giardini, anche con la costruzione di fontane, statue e tempietti.
Oltre alle mura Leonine, alle casine e ai giochi d'acqua vi si trovano tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna, come quella di Lourdes.


Si possono ammirare alberi, piante e fiori provenienti da tutto il mondo.


Dai giardini  si gode una splendida veduta sui palazzi vaticani e sul cupolone.




I giardini vaticani si possono visitare con un minibus a metano che parte dal colonnato e fa il giro del parco in circa un'ora (come da mappa riportata sotto)








venerdì 4 novembre 2011

I luoghi della prima guerra mondiale




Sacrario di Redipuglia

Trincea blindata



La tomba del Duca d'Aosta



Nella parte più in alto del Sacrario sono seppelliti migliaia di soldati senza nome

Cimitero di Aquileia- qui sono sepolti dieci soldati ignoti.
Da questo cimitero la madre di un caduto scelse un soldato senza nome che fu poi trasportato a Roma e che ora riposa all'Altare della Patria










Il poeta Giuseppe Ungaretti che partecipò alla prima guerra mondiale ci ha lasciato questi bellissimi versi

SOLDATI

Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie



Un pensiero affettuoso ai miei due nonni, che non ho conosciuto ma dei quali ho sentito tanto parlare, che hanno combattuto con grande coraggio in questi posti che ho avuto la fortuna di visitare e che mi hanno comunicato una grande emozione.

giovedì 3 novembre 2011

Tous les garçons et les filles ...Françoise Hardy



E' il lontano 1962 e una bella ragazza francese canta una canzone che diventa l'emblema delle problematiche adolescenziali dei ragazzi di quel tempo...in italiano il titolo diventa "Quelli della mia età". Amavo ed amo molto questa canzone che canticchio spesso...anche se l'adolescenza è ormai passata da tanto tempo...è legata a tanti ricordi ed emozioni.

Oggi, Françoise Hardy, la ragazza che incantava gli adolescenti con le sue dolci melodie è un'anziana signora di 67 anni, sempre molto affascinante.


Testo:

Tous les garçons et les filles de mon âge
se promènent dans la rue deux par deux
tous les garçons et les filles de mon âge
savent bien ce que c'est d'être heureux
et les yeux dans les yeux et la main dans la main
ils s'en vont amoureux sans peur du lendemain
oui mais moi, je vais seule par les rues, l'âme en peine
oui mais moi, je vais seule, car personne ne m'aime

Mes jours comme mes nuits sont en tous points pareils
sans joies et pleins d'ennuis personne ne murmure "je t'aime"
à mon oreille

Tous les garçons et les filles de mon âge
font ensemble des projets d'avenir
tous les garçons et les filles de mon âge
savent très bien ce qu'aimer veut dire
et les yeux dans les yeux et la main dans la main
ils s'en vont amoureux sans peur du lendemain
oui mais moi, je vais seule par les rues, l'âme en peine
oui mais moi, je vais seule, car personne ne m'aime

Mes jours comme mes nuits sont en tous points pareils
sans joies et pleins d'ennuis oh! quand donc pour moi brillera le soleil?

Comme les garçons et les filles de mon âge connaîtrais-je
bientôt ce qu'est l'amour?
comme les garçons et les filles de mon âge je me
demande quand viendra le jour
où les yeux dans ses yeux et la main dans sa main
j'aurai le cœur heureux sans peur du lendemain
le jour où je n'aurai plus du tout l'âme en peine

le jour où moi aussi j'aurai quelqu'un qui m'aime


Tous les garçons et les filles de mon âge
se promènent dans la rue deux par deux
tous les garçons et les filles de mon âge
savent bien ce que c'est d'être heureux
et les yeux dans les yeux et la main dans la main
ils s'en vont amoureux sans peur du lendemain
oui mais moi, je vais seule par les rues, l'âme en peine
oui mais moi, je vais seule, car personne ne m'aime

Mes jours comme mes nuits sont en tous points pareils
sans joies et pleins d'ennuis personne ne murmure "je t'aime"
à mon oreille

Tous les garçons et les filles de mon âge
font ensemble des projets d'avenir
tous les garçons et les filles de mon âge
savent très bien ce qu'aimer veut dire
et les yeux dans les yeux et la main dans la main
ils s'en vont amoureux sans peur du lendemain
oui mais moi, je vais seule par les rues, l'âme en peine
oui mais moi, je vais seule, car personne ne m'aime

Mes jours comme mes nuits sont en tous points pareils
sans joies et pleins d'ennuis oh! quand donc pour moi brillera le soleil?

Comme les garçons et les filles de mon âge connaîtrais-je
bientôt ce qu'est l'amour?
comme les garçons et les filles de mon âge je me
demande quand viendra le jour
où les yeux dans ses yeux et la main dans sa main
j'aurai le cœur heureux sans peur du lendemain
le jour où je n'aurai plus du tout l'âme en peine

le jour où moi aussi j'aurai quelqu'un qui m'aime

mercoledì 2 novembre 2011

"La feste di Siente e di li muerte" poesia di Giovanni Chiola




Nu nome succedeie che nalla note
nin nz'artruveie tra tante e tante Siente.
P'arimedià la Chiese prividente
a tutte na iurnate dò pi dote.

Vedenne che bonparte di la gente
li muerte si scurdeie, n'atra vote,
la feste alli defunte tutti quiente,
lu ddu Novembre a n'atre Sante à rtote.

Sti feste aunite lu penzere arfine
picchè la prim'arlegre chi sta n'vite
e ssa lligrie, appresse, l'arvicine

na vote all'anne a chi sta sippillite,
e s'arsulleve sott'alli chiappine
scallate da st'amore arifiurite.

KISS ME

















A proposito di baci, così scriveva il poeta latino Catullo nei famosi versi dedicati all'amata Lesbia :

Dammi mille baci, poi cento,
poi mille altri, poi ancora cento,
poi sempre altri mille, poi cento.
Poi, quando ne avrem fatti molte migliaia,
li mescoleremo, per non sapere,
o perché nessun malvagio possa invidiarli,
sapendo esserci tanti baci.

Prendere spunto da questi versi così appassionati mi rende più agevole trattare questo argomento del BACIO.
Scrivere su questo tema magari  a qualcuno può sembrare una stranezza...era così anche per me prima d'imbattermi in questo argomento ( nonostante la foto posta in bacheca, il famoso bacio all'hotel de ville di Doisneau)  !!!
Ma proprio da questa foto deriva questo mio desiderio di scrivere sui... BACI. Infatti, curiosando nella rete per trovare altre foto di questo fotografo, ho scoperto che il tema del bacio è molto più trattato di quanto  possa sembrare.
Sul bacio hanno scritto trattati, tesi di laurea,  allestito mostre fotografiche,  fatto studi  di ogni tipo. In un primo momento avevo collegato il bacio all'hotel de ville con un altro bacio celebre, quello di Times square (  il marinaio che abbraccia e bacia appassionatamente l'infermiera al ritorno dalla guerra in Europa ); poi ho pensato al film Baciami ancora e alla canzone colonna sonora del film cantata da Lorenzo Cherubini-Jovanotti; ho ricordato i celebri baci cinematografici, ad esempio quello tra Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento oppure la scena finale del film di Tornatore "Nuovo cinema paradiso" quando Salvatore, ormai adulto, ritrova, dopo la morte del suo amico, i fotogrammi dei baci che il prete censurava nei film in proiezione; ho ripensato a Catullo e ai baci che avrebbe voluto scambiare con la sua Lesbia, al bacio tra Breznev e  Honecker  dipinto sul muro di Berlino, al bacio tra Paolo e Francesca nell'Inferno di Dante, a quello tra Romeo e Giulietta, al Bacio di Hayez, ai 24.000 baci di Celentano, al bacio del professore Aiuti a una donna sieropositiva, al bacio di Rodin....un collegamento all'infinito !  

                                                                                        
Il bacio di Via col vento

Il bacio di Klint

Continuando a curiosare sul tema BACIO ho scoperto delle foto scattate da fotografi contemporanei, ad esempio quella dei due ragazzi che si baciano tranquillamente e appassionatamente durante gli scontri di Vancouver, oppure dei due giovani che fanno la stessa cosa durante i tafferugli di Atene...


Il bacio durante i disordini di Atene


Il bacio durante di disordini di Vancouver

Come si può constatare passo da un periodo all'altro della nostra storia e il BACIO è sempre presente: ne hanno parlato poeti e scrittori; pittori e scultori l'hanno rappresentato in tutti i modi e in tutte le epoche; cantanti e registi cinematografici hanno scritto, musicato, diretto opere importanti su questo tema; famosi antropologi, psicologi, lo stesso Freud, hanno studiato questa dolce espressione di sentimenti.
Ma a questo punto dobbiamo chiederci: quanti tipi di baci esistono?     innumerevoli :
il bacio appassionato, rubato, mai dato (quello di Cyrano all'amata Roxane), amichevole, materno,  traditore (quello di Giuda a Gesù), timido, violento, affettuoso, casto... il bacio tra i politici, tra i religiosi...e chi più ne ha più ne metta!


Ma che cos'è un bacio? si chiedeva Cyrano sotto il balcone di Roxane, dandosi questa risposta : "E' un apostrofo rosa tra le parole TI  AMO"
Ugo Foscolo nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis, dopo il bacio con l'amata Teresa scrive così :
«Sì, ho baciato Teresa! I fiori e le piante esalavano in quel momento un odore soave, le aure erano tutte armonia, i  rivi risuonavano da lontano e tutte le cose s’abbellivano allo splendore della luna».
Romanticamente , la natura nella sua totalità, partecipa a questa emozione così forte e irripetibile, piante , fiori, aria, ruscelli, tutta la natura illuminata dello splendore della luna.

Ma com'è nato il primo bacio?
Erri De Luca nel suo libro "E disse" parlando del primo uomo e della prima donna , soli nella prima notte dell'umanità, così poeticamente scrive : "E che notte la prima: non erano stati bambini, l'amore fu il primo dei giochi. Passarono dalle risate al solletico, alla concentrazione di frugarsi. Mentre si strofinavano felici si urtarono le labbra. Stupiti si scansarono, poi le riaccostarono. si chiusero gli occhi da soli, la vista e tutti i sensi accorsero alla bocca. Nacque per accidente allegro il primo bacio. Al termine del gioco erano arrivati al bacio mille".
Molti antropologi si sono chiesti come sia nato il bacio, dandosi risposte più o meno convincenti, io penso che questa sia la spiegazione , la più poetica e affascinante di tutte.

Dai mille baci di Catullo e Lesbia siamo arrivati ai mille baci di Adamo e Eva, passando idealmente attraverso innumerevoli espressioni  artistiche che nel corso della storia dell'umanità hanno cercato di interpretare questa profonda emozione dell'anima, espressione di tanti sentimenti, sentimenti d'amore , di amicicizia, di gioia, di dolore ma anche di tradimento. 
Potrei citare tanti altri poeti e scrittori ma non posso assolutamente non ricordare, per concludere, il  sommo poeta Dante che nel canto dell'Inferno dedica a Paolo e Francesca questi celebri versi:

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».




Ingres - Paolo e Francesca

Quanto scritto finora non esaurisce affatto l'argomento,si potrebbero scrivere fiumi di parole, mostrare migliaia di foto, di video, riportare centinaia di versi.
Per concludere , voilà, il bacio dello scultore francese Auguste Rodin, come sintesi di quanto si è cercato, indegnamente, di comunicare con questo breve excursus nel fascinoso e misterioso mondo del bacio.










































martedì 4 ottobre 2011

IL CANTICO DELLE CREATURE


Oggi , 4 Ottobre, la Chiesa celebra la festa di San Francesco, patrono d'Italia, forse il Santo più amato e invocato della cristianità.
Il suo messaggio di amore e di pace non smette di affascinare gli uomini di tutti i tempi, sempre alle prese con la violenza e la sofferenza .
Francesco, giovane ricco e pieno di vita, fece suo, radicalmente, il messaggio di Cristo , lasciando la sua vita comoda e la  famiglia, spogliandosi di tutto, anche degli abiti che indossava.
Andò, misero e "nudo" per le strade del mondo a predicare l'amore e il perdono, nell'umiltà e nell'abbandono totale nelle braccia di Dio.
Come creatura privilegiata, il Signore lo contraddistinse con le Stimmate e il 3 Ottobre del 1226 lo chiamò a far parte della schiera dei suoi santi.
San Francesco, nel suo pellegrinaggio terreno, ha amato indistintamente tutte le creature dell'universo, simbolo della grandezza e dell'amore di Dio per l'uomo.
Questa tenerezza per le creature del creato si manifesta in quell'inno gioioso che è il Cantico delle creature, scritto nella lingua degli umili di quel tempo, in volgare umbro.
San Francesco l'ha scritto probabilmente tre anni prima della sua morte e questo suo inno alla bellezza del creato costituisce il primo documento in volgare della nostra lingua italiana, quindi , oltre ad essere una testimonianza di fede, è anche un testo poetico di grande importanza letteraria, la prima testimonianza scritta della  lingua italiana.
Nel Cantico San Francesco loda il Signore per il sole, la luna , le stelle,  gli animali,  le piante, il vento, le nuvole, l'acqua, il fuoco, per la nostra madre terra, per tutti quelli che sanno perdonare e anche per nostra sorella morte corporale a cui nessuno può sfuggire. Conclude incitando tutti a   servire e lodare Dio con grande umiltà per le meraviglie che ci ha donato.

Ecco il testo originale del Cantico :



Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate. [2] 

La straordinaria vita di Francesco e il suo messaggio di pace hanno ispirato poeti, musicisti, registi e tante sono le testimonianze di questa fertile produzione artistica.
Ne ricordo una per tutte, il film di Zeffirelli, Fratello Sole e sorella Luna, con la canzone cantata da Claudio Baglioni su musica di Riz Ortolani.