martedì 8 marzo 2016

DONNA di TAGORE





Festa internazionale della donna 2016

E' bello celebrare questa giornata densa di significati, ma che il consumismo ha svuotato del suo vero valore, con i versi di questo grande poeta...donna opera di Dio ma anche degli uomini, di uomini che sanno rispettarla e amarla...dei poeti che la celebrano con i loro versi...dei pittori che che la immortalano con i loro colori...della natura che fa a gara per adornarla, per renderla sempre più preziosa e conservare la sua giovinezza.


Mentre rifletto su questi versi penso che il pittore che ha rappresentato più di tutti questo ideale di donna è Botticelli con i suoi dolcissimi volti di donna... i capelli adornati di perle e fiori... gli occhi sognanti...

DONNA...SOGNO 













DONNA

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,

ma anche degli uomini, che sempre

ti fanno bella con i loro cuori.

I poeti ti tessono una rete

con fili di dorate fantasie,

i pittori danno alla tua forma

sempre nuova immortalità.

Il mare dona le sue perle, 

le miniere il loro oro,

i giardini d'estate i loro fiori

per adronarti, per coprirti,

per renderti più preziosa.

Il desiderio del cuore degli uomini

ha steso la sua gloria

sulla tua giovinezza.

Per metà sei donna

e per metà sei sogno.

Rabindranath Tagore






AUGURI DONNE...che ogni giorno sia la nostra festa !!!

giovedì 3 marzo 2016

Sulle orme di Caravaggio a Roma : Galleria Borghese


Bacchino malato

Il quadro fu realizzato dal pittore presso la bottega di Giuseppe Cesari detto Cavalier d'Arpino tra il 1593 e il 1594. Per motivi fiscali l'opera fu sequestrata insieme al" Fanciullo con canestro di frutta" da Papa Paolo V che li donò al nipote Scipione Caffarelli- Borghese.
Il titolo è dovuto al colorito della pelle del soggetto che, secondo gli studiosi, è lo stesso Caravaggio convalescente dopo un periodo di degenza all'ospedale dei poveri, l'ospedale della Consolazione.


Fanciullo con canestro di frutta

L'opera è stata realizzata da Caravaggio tra il 1593 e il 1594, durante il periodo romano, quando collaborò con il Cavalier D'Arpino, dipingendo "fiori e frutta".
Il quadro mostra l'abilità dell'artista nel rappresentare con grande precisione ogni dettaglio e nell'uso del chiaro-scuro. La tela entrò a far parte della collezione Borghese quando fu prelevato dalla bottega del D'Arpino insieme al "Bacchino malato".




La Madonna dei palafrenieri

L'opera fu commissionata a Caravaggio dall'Arciconfraternita dei palafrenieri vaticani e rappresenta la Madonna con il Bambino Gesù che schiaccia il serpente mentre Sant'Anna assiste impassibile alla scena. Il quadro fu consegnato dal pittore nel 1606 ma rimase solo pochi giorni sull'altare cui era destinato, infatti fu rifiutatto dai committenti perchè ritenuto blasfemo  a causa del Bambino troppo cresciuto, della scollatura troppo vistosa della Madonna e per la modella Lena, nota prostituta romana che aveva già prestato il suo volto alla "Madonna dei pellegrini".
La tela fu venduta perciò per 100 scudi alla famiglia Borghese. 

 

San Girolamo scrivente

 La tela fu commissionata a Caravaggio dal cardinale Scipione Borghese e il pittore la realizzò tra il 1605 e il 1606.
Il tema  San Girolamo è ricorrente nella pittura del periodo della Controriforma perchè il Santo tradusse la Bibbia dall'ebraico al latino, diffondendo così le sacre scritture.
La figura del Santo posta di tre quarti è parte integrante di una natura morta che comprende il teschio e i libri. Di quest'opera Caravaggio fece un'altra versione che si trova nella Concattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta.

 

Davide con la testa di Golia

Il dipinto fu realizzato da Caravaggio tra il 1609 e il 1610 a Napoli dove si era rifugiato in attesa della grazia. L'opera infatti fu inviata al cardinale Scipione Borghese insieme alla domanda di grazia.
Davide ha un'espressione compassionevole guardando la testa urlante del gigante Golia, un autoritratto del pittore dove appare invecchiato e sofferente rispetto all'autoritratto  del " Martirio di San Matteo". Sulla lama della spada nelle mani di Davide compare la scritta H-AS OS cioè "Humiltas occidit superbiam", come atto di sottomissione al cardinale Borghese.
La grazia lo raggiungerà proprio al momento della morte .
 


San Giovanni Battista

Dipinto dal pittore nella primavera del 1610, fu inviato al cardinale Borghese che lo aveva condannato a morte e aveva il potere di ridargli la libertà.
Più che San Giovanni, secondo gli studiosi, il quadro rappresenta il Buon Pastore, cioè il cardinale che può salvarlo, e la pecora rappresenta il pittore che si è smarrito per il crimine commesso.
Il pittore, per recuperare il quadro trasportato a Porto Ercole piuttosto che a Roma dal cardinale, muore nella cittadina dell'Argentario dopo aver fallito nell'impresa.
 


La galleria Borghese

sabato 27 febbraio 2016

VILLA CARLOTTA, uno scrigno d'arte sulle rive del lago di Como




Villa Carlotta a Tremezzo sul lago di Como, fu costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici  per passare poi, dopo varie vicissitudini dinastiche, a Gianbattista Sommariva, uno degli uomini polici più influenti del periodo napoleonico.
Era sua ambizione diventare vice presidente della Repubblica Cisalpina ma gli fu preferito Francesco Melzi , suo grande rivale.
Deluso dalla politica, come rivincita sociale, decise di diventare collezionista d'arte e trasformò la villa di Tremezzo in un museo ricco di opere d'arte antiche e moderne, di pittura e scultura.
Dopo la sua morte la villa passò al figlio che, scomparso prematuramente senza eredi, lasciò il patrimonio alla moglie francese.
Nel 1844 la villa fu venduta alla principessa Marianna di Nassau, moglie del principe Alberto di Prussia. La coppia donò poi la proprietà alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze con il principe ereditario di Sassonia Meiningen, il duca Giorgio II.
Carlotta, donna colta  e amante d'arte e di musica  come il marito, morì prematuramente dopo quattro anni di matrimonio e tre figli, lasciando in eredità al marito Villa Carlotta.
Il duca si occupò sempre con molta cura della villa di Tremezzo e fu proprio lui, appassionato botanico, a realizzare lo splendido giardino che la circonda .


Villa Carlotta è una splendida meta per una visita che unisce arte  e natura, ma per il momento è opportuno concentrare l'attenzione solo sulla splendida collezione di opere d'arte collezionate, come già detto sopra, da Gianbattista Sommariva.

La collezione si trova al piano inferiore della villa, mentre al piano superiore troviamo gli appartamenti di Carlotta, con tutti gli arredi e gli oggetti a lei appartenuti.



Un abito appartenuto alla principessa Carlotta


 La sua sala da pranzo


 La sua camera da letto

La collezione del piano inferiore è ricca di opere d'arte che hanno fatto accorrere visitatori da tutta Europa,  non solo nell'800 ,ma anche ai nostri giorni. Ha suscitato la meraviglia di tutti i grandi viaggiatori del diciannovesimo secolo, da Sthendal a Flaubert a Mary Shelley.

Il palazzo stesso, con la sua magnifica posizione sul lago, la scenografica scalinata e il rigoglioso giardino ricco di tante specie botaniche che lo circonda suscitò l'ammirazione di tutti i visitatori dell'epoca, così come incanta con le sue meraviglie i visitatori di oggi, più frettolosi e meno esigenti  degli uomini di lettere di quel periodo.


L'opera più affascinante di questa collezione d'arte è sicuramente Amore e Psiche giacenti di Adelmo Tadolini. E' una replica della scultura commissionata dal principe russoYussupoff, oggi all'Hermitage, derivata dal modello originale che lo stesso Canova donò al suo allievo prediletto Tadolini. L'opera è stata realizzata, tranne che per le ali, da un unico blocco marmoreo e arrivò a Tremezzo nel 1834.

Lo scrittore francese Gustave Flaubert rimase affascinato dalla scultura e così ha scritto :"Sono ritornato più volte a Villa Carlotta e l'ultima ho abbracciato sotto l'ascella quella giovane distesa che tende verso Amore le sue lunghe braccia di marmo. E il piede! E la testa! E il profilo! Che mi si perdoni; questo è stato il mio unico bacio sensuale dopo molto tempo; ma è stato qualcosa di più. Ho abbracciato la Bellezza stessa."




La Musa Tersicore di Canova si trova nella Sala Gessi. E' un prezioso modello originale in gesso che conserva ancora le repère, cioè i chiodini usati come riferimento per trasferire le misure della scultura sul blocco marmoreo .


Palamede di Canova è stato realizzatra nel 1805 , si danneggiò durante un'inondazione del Tevere e fu restaurata dallo stesso scultore. Il trasferimento a Villa Carlotta avvenne nel 1819. Raffigura il figlio di Nauplio re dell'Eubea, che scoprì l'inganno di Ulisse che si fingeva pazzo per non partecipare alla guerra di Troia. In seguito lo stesso Ulisse lo fece uccidere accusandolo ingiustamente.








La Maddalena penitente della scuola del Canova è una copia coeva della Maddalena penitente dello scultore che Sommariva acquistò nel 1808. Si trova in una piccola stanza, in penombra e sapientemente illuminata, secondo le indicazioni del collezionista, per esaltarne la bellezza.

 

Venere e Marte di Luigi Acquisti, scultore che subì moltissimo l'influenza del Canova.  Fu acquisita dal Sommariva nel 1805 e si trova nel salone di marmo. Nella sala, si trova anche il bassorilievo imponente realizzato dallo scultore danese Bertel Thorsvalden "L'ingresso di Alessandro Magno a Babilonia". L'opera fu completata nel 1812 per la visita di Napoleone a Roma. L'imperatore ne ordinò una copia in marmo per il Pantheon di Parigi ma le vicissitudini politiche ne impedirono la realizzazione e Sommariva l'acquistò nel 1818. Il bassorilievo è composto da 13 lastre di marmo e lo scultore stesso e Sommariva vi sono raffigurati insieme al popolo babilonese.


 Virgilio legge il sesto canto dell'Eneide di Jean Baptiste Wecar. La tela fu commissionata al pittore francese dal Sommariva tramite l'amico Canova. Il collezionista vi si fa ritrarre nel personaggio di Mecenate, protettore delle arti, mentre il generale Agrippa ha le sembianze di Napoleone Bonaparte.


L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta di Francesco Hayez , tra i più importanti dipinti della collezione, realizzato nel 1813, è il manifesto della pittura romantica italiana. Rappresenta i due sfortunati amanti veronesi nel momento in cui si scambiamo l'ultimo bacio alle prime luci dell'alba. Venne eseguito su commissione del Sommariva.


Visitare questo straordinario e inaspettato museo a Villa Carlotta  significa per il visitatore, anche per il più distratto, riconciliarsi con la propria anima e farsi sorprendere dalla grandiosità della nostra storia e della nostra arte che tutti ci  invidiano, significa, come fu per lo scrittore Flaubert, abbracciare la Bellezza stessa.

domenica 14 febbraio 2016

CET AMOUR de Jacques Prévert

Si violent
Si fragile
Si tendre
Si désespéré

Cet amour
Beau comme le jour
Et mauvais comme le temps
Quand le temps est mauvais

Cet amour si vrai
Cet amour si beau
Si heureux
Si joyeux
Et si dérisoire

Tremblant de peur comme un enfant dans le noir

Et si sûr de lui
Comme un homme tranquille au millieu de la nuit

Cet amour qu faisait peur aux autres
Qui les faisait parler
Qui les faisait blêmir

Cet amour guetté
Parce que nous le guettions

Traqué blessé piétiné achevé nié
 oublié
Parce que nous l’avons traqué blessé piétiné achevé nié oublié
Cet amour tout entier
Si vivant encore
Et tout ensoleillé

C’est le tien

C’est le mien

Celui qui a été

Cette chose toujours nouvelle
Et qui n’a pas changé

Aussi vrai qu’une plante
Aussi tremblante qu’un oiseau
Aussi chaude aussi vivant que l’été

Nous pouvons tous les deux
Aller et revenir
Nous pouvons oublier
Et puis nous rendormir

Nous réveiller souffrir vieillir
Nous endormir encore

Rêver à la mort,
Nous éveiller sourire et rire
Et rajeunir
Notre amour reste là

Têtu comme une bourrique
Vivant comme le désir
Cruel comme la mémoire
Bête comme les regrets
Tendre comme le souvenir
Froid comme le marble
Beau comme le jour
Fragile comme un enfant

Il nous regarde en souriant
Et il nous parle sans rien dire
Et moi je l’écoute en tremblant

Et je crie

Je crie pour toi

Je crie pour moi

Je te supplie

Pour toi pour moi et pour tous ceux qui s’aiment
Et qui se sont aimés

Oui je lui crie
Pour toi pour moi et pour tous les autres
Que je ne connais pas

Reste là
Lá où tu es
Lá où tu étais autrefois
Reste là
Ne bouge pas
Ne t’en va pas

Nous qui sommes aimés
Nous t’avons oublié
Toi ne nous oublie pas

Nous n’avions que toi sur la terre
Ne nous laisse pas devenir froids

Beaucoup plus loin toujours
Et n’importe où
Donne-nous signe de vie

Beaucoup plus tard au coin d’un bois
Dans la forêt de la mémoire
Surgis soudain
Tends-nous la main
Et sauve-nous.

mercoledì 27 gennaio 2016

PER NON DIMENTICARE...Giornata della memoria 2016





Il proprietario delle scarpe numero 43
contempla i sandali da bambino
esposti nel museo di Auschwitz
"Quanto amore
un anonimo calzolaio d'anteguerra
dalla periferia di Lvov
introdusse nella fabbricazione di questi sandali
perché in essi
un bambino
potesse correre nella sua primavera.
Ed ecco,
ora questi sandali sono
esposti nel museo di Auschwitz.
Uno potrebbe davvero
sentirsi colpevole.
Uno
che è arrivato ad avere delle scarpe numero 43.
E che
nel 1941,
correva in quegli stessi sandali di bambino
anche lui.
Izet Sarajlic', 1979 - da "Chi ha fatto il turno di notte" 

Dal film "Il bambino con il pigiama a righe"

sabato 9 gennaio 2016

Ernest Hemingway : Parigi è una festa






Così Ernest Hemingway ha definito Parigi e "Festa mobile" è il titolo della sua ultima opera, scritta poco prima della morte e rimasta, infatti, incompiuta.
Lo scrittore americano rievoca gli anni più belli della sua vita, quelli passati a Parigi con la prima moglie e il figlio piccolo, quando erano " molto poveri ma anche molto felici".

Di questo romanzo si è tornato a parlare recentemente, dopo gli attentati di novembre a Parigi, quando i parigini, e non solo, sconvolti da quanto accaduto ma determinati a non  cedere alla paura, hanno reso omaggio alle vittime innocenti dei vili attentati portando fiori, candele e anche copie di questo bellissimo e struggente romanzo autobiografico che racconta la Parigi degli anni 20, quando  Montparnasse era il quartiere preferito di scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.
Danielle, la signora parigina che per prima ha sottolineato il valore morale di questo romanzo, ha dichiarato :" E' importante portare fiori ai nostri morti. E' importante leggere e rileggere Festa mobile. Siamo una civiltà antichissima e terremo alti i nostri valori. Vogliamo fraternizzare con i cinque milioni di musulmani che praticano liberamente e pacificamente la loro religione".



 
Così comincia la rievocazione autobiografica di  Hemingway :" E poi c'era il brutto tempo. Arrivava da un giorno all'altro una volta passato l'autunno. Alla sera dovevi chiudere le finestre per la pioggia e il vento freddo strappava le foglie degli alberi di place de la Contrescarpe".



Una Parigi fredda ma ricca di fermenti culturali fa da cornice ai ricordi di Hem (così lo chiamavano i suoi amici poeti e scrittori)...il café des Amateurs, la rue Mouffetard, le poivrottes cioè le donne ubriache, la rue Lamoine dove si trova l'abitazione dello scrittore, l'ultimo piano dell'albergo dov'è morto Paul Verlaine in cui si rifugia per lavorare in santa pace, la  Closerie des lilas e un cafè di place Saint Michel, il suo posto preferito dove va a scrivere i suoi racconti su un quaderno..."tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo quaderno e a questa matita".



Lo scrittore passeggia con la moglie " lungo i sentieri di ghiaia lavati di fresco attraverso i giardini del Lussemburgo nel vento limpido e freddo. Gli alberi erano bellissimi senza le foglie...".




Quasi ogni giorno va al Museo del Lussemburgo per ammirare Cézanne, Manet e Monet e gli altri impressionisti  e spesso si reca in visita a Gertrude Stein che abita al numero 27 di rue du Fleurus.



"A quei tempi non c'erano soldi per comprare libri. I libri li prendevo in prestito dalla Shakespeare and Company, che era la biblioteca e libreria di Sylvia Beach al 12 di rue de l'Odéon".
E' un posto molto accogliente e anche caldo nelle giornate d'inverno, con tanti scaffali di libri vecchi e nuovi  Sylvia Beach è una donna molto affascinante e ospitale che si rende conto delle difficoltà economiche dello scrittore e gli presta i libri gratuitamente.




Hemingway ama passeggiare nei vicoli dell'Ile Saint Louis e chiacchierare con i pescatori lungo la Senna e con i bouquinistes e "non potevo mai sentirmi solo lungo il fiume".Osserva i grandi alberi e l'alternarsi delle stagioni, la tristezza dell'autunno e la fredda luce invernale " però sapevi che ci sarebbe stata la primavera, come sapevi che il fiume avrebbe ricominciato a scorrere dopo il gelo".



Questi anni giovanili di Hemingway a Parigi sono molto importanti per la sua formazione di scrittore e "la fame era un'ottima disciplina". Conosce e diventa amico di grandi scrittori e poeti come Ezra Pound e Francis Scott Fitzgerald, intrattiene relazioni con Ford Maddox Ford, con Pascin e Evan Shipman e con tanti altri di cui non parla in questo libro, "solo una parte della Parigi che conoscevamo è in questo libro e non catalogherò quello che manca".
Nei Frammenti, alla fine del libro, a questo proposito lo scrittore scrive : "Mai avresti potuto mettere tutto di quella Parigi in un solo libro e io ho cercato di scrivere secondo la vecchia regola che la qualità di un libro deve essere giudicata, da parte di chi lo scrive, dall'eccellenza del materiale che elimina".


"Non c'è mai una fine per Parigi, ma questo forse ti offrirà qualche aspetto vero della gente e dei luoghi e del paese dove Hadley e io abbiamo creduto di essere invulnerabili. ...Ma è così che erano Parigi e altri luoghi ai primi tempi quando eravamo molto poveri e molto felici".




 «Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna, perché Parigi è una festa mobile».

Le foto sono state prese nel web

venerdì 8 gennaio 2016

PARIS dans une photo


Parigi è certamente la città più fotografata al mondo.
Questa città sprigiona un fascino irresistibile...i suoi boulevards, la Senna che scorre maestosa, i suoi monumenti, le sue piazze, i restaurants, i bistrots, la Tour Eiffel, i suoi quartieri, gli scrittori e gli artisti di tutto il mondo che qui hanno trovato la loro ispirazione e i fotografi...naturalmente...Doisneau, Erwitt, Brassai e tanti altri. Ognuno di loro ha saputo cogliere le atmosfere più nascoste di questa città...le notti piene di luci, gli innamorati che si abbracciano incuranti dei passanti, i balli per strada il 14 luglio, le rive brumose della Senna con i suoi bouquinistes, gli intellettuali seduti alle terrasses dei caffè, i pittori che ritraggono gli angoli più belli, le belle mannequins regine della moda...e si potrebbe continuare all'infinito.
Parigi in migliaia e migliaia di click, la Parigi che ci ammalia e che continua a farci sognare...sempre...
PARIS...JE T'AIME









ERWITT - 1989 Sur leTrocadéro










PAUL ALMASY- Bal sous le Pont Neuf - années 50



EDOUARD BOUBAT - 1955 Sur le pont des arts

 
EUGENE ATGET - De la Tour de Notre Dame
 

HENRI CARTIER-BRESSON- 1955 - Sur les tours de Notre-Dame


JANINE NIEPCE - 1957 - Sur le Canal Saint Martin



ROBERT CAPA - 1952- Le café de Flore

 


WILLY RONIS - 1957 - Les  amants de la Bastille de la colonne de juillet



YVON -1920 -Quai de Tournelle



DAGUERRE - 1839 -Le Louvre vu de la Rive Gauche



BRASSAI - 1940 - Le quai Saint Michel



Robert Doisneau -1950 - Place Vendome